L’Associazione Italiana Coach Professionisti nasce dalla esigenza di molti professionisti di scambiarsi esperienze, formarsi, confrontarsi sullo sviluppo del proprio lavoro, migliorare il coaching tramite la ricerca, divulgarlo nella società. Ricerca, formazione, divulgazione sono i suoi scopi; ... continua a leggere>

La ricercafilosofia del coaching in un'ottica di confronto leale

Cosa è il coaching?

Il Coaching è un metodo di sviluppo  delle potenzialità dei singoli, dei gruppi e delle organizzazioni  che ha come fine ultimo l’alleanza con il proprio cliente nel percorso della sua autorealizzazione.

L’attenzione del coach è orientata alla persona, ai suoi poteri e talenti; il coach deve saper ascoltare  le persone, capirle, comprenderle, assumerle creativamente e criticamente; il coach è consapevole delle proprie potenzialità, sa come valorizzarle, svilupparle, allenarle.

Il coach utilizza la metodologia di coaching per la quale è in grado di indicare le fonti ed i riferimenti scientifici e non crea nel cliente aspettative infondate.

Il coach è uno studente a vita, oltre ad aggiornarsi rispetto alla sua specifica attività mantiene vivo ed operativo l’interesse per tutte le discipline nella consapevolezza della propria ignoranza.

(cfr. carta etica associazione italiana coach professionisti)
il focus del coaching è la perfomance sportiva. Il coach assiste lo staff tecnico e gli atleti, individualmente o in gruppo, nella giusta preparazione per affrontare nelle migliori condizioni il momento della performance sportiva. Nella relazione di coaching il cliente sviluppa un atteggiamento mentale positivo che gli consentirà di esprimere al meglio le proprie potenzialità, di accrescere il senso della propria autoefficacia, di superare i propri limiti, acquisire uno stile attentivo ottimale indispensabile al tipo di perfomance richiesta, e porsi mete sfidanti. Il coach allena la mente affinchè il corpo si esprima al massimo delle sue possibilità.
indirizzato ai singoli, ha come scopo l’elaborazione di programmi concreti di autosviluppo ed autoefficacia verificabili attraverso obiettivi concreti. Può essere utilizzato in ogni aspetto della vita privata delle persone. In particolare in momenti di cambiamento o di passaggio attraverso le diverse fasi della vita. L’approccio deve sempre tener conto del contesto di vita del cliente, le sue relazioni personali e i soggetti del suo ambiente. A volte possono rivolgersi al coach persone che vivono situazioni che richiedono l’intervento di altri professionisti, in questi casi, il coach deve essere in grado di valutare la situazione ed inviare il cliente al professionista adatto a rispondere alla sua problematica. Il life coaching può inoltre affiancarsi e integrarsi agli intervento terapeutici. Nei casi di depressione, disturbi dell’alimentazione o disturbi di ansia, si è spesso rilevata efficace la collaborazione con altri professionisti e la combinazione fra interventi psichiatrici, psicoterapeutici, e di life coaching, centrandosi quest’ultimo esclusivamente sullo sviluppo presente e futuro del funzionamento sociale e lavorativo. Il life coaching può anche essere applicato alla famiglia. In tal caso si distingue in parent coaching (riservato alla coppia genitoriale), teen coaching (riservato agli adolescenti), coaching per la coppia (riservato alla relazione di coppia), coaching sistemico (riservato alla famiglia).
il focus del coaching è la competence professionale. Il coach supporta il coachee nel raggiungimento dei suoi obiettivi professionali sia approfondendone il senso che hanno per la persona, sia migliorando l’efficienza della performance per raggiungerli. Il cliente viene accompagnato in un percorso personalizzato per lo sviluppo ottimale delle proprie competenze relazionali professionali e motivazionali utilizzando le sue specifiche potenzialità. Il coach guarda alla persona e non solo alla sua performance: nella relazione di coaching il cliente ha l’opportunità di assumere una piena consapevolezza delle proprie potenzialità e di utilizzarle nella realizzazione dei propri obiettivi nel contesto lavorativo. E’ dal miglioramento del suo essere professionale che discende l’efficienza del suo fare. Rispetto ai manager ed agli imprenditori, il coach svolge anche un importante funzione di confronto, formazione e supporto allenando la loro auto-efficacia, lo stile di leadership, la chiarezza della loro visione, l’efficacia dei loro obiettivi. Rispetto a chi deve avviare la propria professione, cambiarla, entrare nel mondo del lavoro, il coaching offre anche un supporto ad un orientamento che sia in linea con i propri processi di autorealizzazione professionale.
E’ il business coaching riservato ai top manager ed executive. La relazione si svolge nell’ambito di organizzazioni aziendali, governative, no profit o educative. Il contratto di coaching è stipulato tra tre soggetti: committente (azienda), coach, cliente (manager). La triangolazione del contratto è l’elemento peculiare di questo tipo di coaching e richiede competenze specifiche da parte del coach che comunque, deve sempre agire nell’interesse del cliente. E’ auspicabile che i risultati prodotti da questa relazione siano osservabili e misurabili.
E’ il coaching al contesto organizzativo. Il committente non è il singolo ma l’intera organizzazione, che può essere un’azienda, una scuola, un’organizzazione no profit, un ospedale ecc. ecc.. L’intervento di coaching consente all’organizzazione di individuare o fare chiarezza sulle mete future, di tradurle in obiettivi e di allenare le potenzialità organizzative al fine di riconoscere e mettere in atto le modalità strategiche più funzionali alla realizzazione degli obiettivi stessi. Centrale nel coaching organizzativo è la concezione che ogni organizzazione è un soggetto dotato di cultura; è la cultura la matrice dell’organizzazione, dei suoi cambiamenti, delle sue crisi, delle sue risorse. Anche in questo tipo di coaching le parti in gioco sono tre: lo sponsor (colui che chiede l’intervento di coaching), il beneficiario dell’intervento di coaching ed il coach. In questa tipologia di coaching il coach ha come priorità la relazione con il leader dell’organizzazione.
Il coach interviene in un gruppo come facilitatore. L’intervento di coaching facilita ai singoli membri del team il passaggio da una visione centrata sulle proprie competenze e modi di pensare, ad una visione d’insieme delle competenze utili allo sviluppo del gruppo. Il team coaching favorisce il passaggio da un focus sui contenuti del proprio lavoro ad un focus sui processi. L’intervento di coaching in un team consente ai singoli di operare secondo le proprie potenzialità, ciò accresce il senso di autoefficacia e autonomia: fattori chiave per innescare i processi di mobilitazione e superamento degli ostacoli del gruppo. D’altro canto il coach opera anche per far comprendere ai membri la necessità di un’interdipendenza che permetta di ottimizzare e orientare le performance del gruppo verso un obiettivo condiviso e partecipato. Presupposto per il team coaching è la competenza ad individuare la leadership del gruppo. Il team coaching può essere utilizzato come parte dell’intervento nel coaching organizzativo.

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