Chi siamo
L’Associazione Italiana Coach Professionisti è nata da un appello a cui hanno aderito più di cento coach e è stata fondata nel congresso che si è tenuto in luglio nel castello di Santa Severa. Sono stati tre giorni di intenso lavoro che ne hanno improntato la nascita e le caratteristiche fondanti:
1. la democrazia interna: ogni documento è stato discusso fra tutti i partecipanti; il confronto è stato serrato, aperto, dialogico, spesso critico, sempre costruttivo. Ogni membro del congresso ha avuto modo di esporre chiaramente il proprio pensiero, precisarlo, comunicarlo, ascoltando quello altrui in un clima fraterno e cooperativo. Ogni documento è stato approvato democraticamente dopo numerosi arricchimenti scaturiti dal dibattito e ogni voto è stato frutto di consapevolezza, responsabilità, impegno.
2. La natura dell’AICP: il congresso ha stabilito che l’associazione più adatta ai coach debba essere radicata nella cultura e nella società in cui viviamo. Deve essere libera, volontaria, refrattaria ad ogni logica di potere e di cricca, ed al permanente servizio dei propri soci. Può rappresentare il coaching italiano se riesce ad essere una comunità di coach che vogliono confrontarsi, formarsi, crescere insieme, auto superarsi nell’eccellenza e nei benefici che donano ai propri clienti. L’AICP crescerà su fondamenta solide solo se sarà effettivamente utile ai propri coach, in termini di avviamento professionale, crescita culturale, sviluppo professionale, amicizia fra coach. Il suo impegno è dedicarsi alla ricerca per rendere il coaching sempre più una metodologia su base scientifica, alla formazione per rendere i coach sempre migliori, alla divulgazione per far conoscere il coaching e le sue applicazioni infinite alle organizzazioni, enti, istituzioni, persone che ne possono trarre benefici.
3. Lo statuto: è l’ossatura organizzativa che esprime la democrazia interna. Essere un’associazione al servizio dei propri soci è possibile solo seguendo un principio fondamentale: una persona, un voto. Ogni singolo socio ha il diritto/dovere di essere partecipe del governo dell’associazione. Ogni decisione sullo statuto, sull’etica, sulla strategia viene presa dal congresso, che elegge la direzione esecutiva dell’associazione. Ogni regione ha organismi dove si può decidere e agire insieme. Crediamo nell’autogoverno democratico e decentrato perché pensiamo che sia armonico con la cultura e lo spirito del coaching. E’ funzionale alla natura dell’AICP ma è anche una sfida culturale per tutti noi, che vogliamo affrontare con umiltà e amore per l’apprendimento, sapendo che faremo molti errori, ma convinti che impareremo da ciascuno di essi;
4. La Carta etica: sappiamo quanto la nostra professione sia delicata sotto un profilo etico. La carta non vuole essere un codice prescrittivo, ma una fonte di ispirazione per i coach che vogliono essere appagati e soddisfatti del loro lavoro. Ricerchiamo un’etica ispiratrice del benessere relazionale attraverso il confronto intorno ai valori morali della nostra professione. Un’etica che riguardi la ricerca del bene comune dei coach e dei nostri clienti.
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