Coaching Club Lombardia
Coaching Club Lombardia – 13 maggio 2011
L’ALLENAMENTO DELLE POTENZIALITA’ LUCA STANCHIERI
Venerdì 13 maggio, presso SiaSsb di Milano, Luca Stanchieri ha tenuto il seminario riguardante l’allenamento delle potenzialità rivolto ai soli coach. Abbiamo sentito parlare spesso di potenzialità nel mondo sportivo o nel mondo aziendale, più raramente il termine potenzialità viene riferito alla persona nella sua globalità, come se dovessimo dare il meglio di noi stessi solo in un ambito circoscritto e se questo fosse disconnesso con la totalità rappresentata dal nostro essere.
L’approccio sul quale Luca Stanchieri ci ha aiutato a riflettere durante il suo seminario “L’allenamento delle potenzialità” che si è tenuto a Milano il 13 maggio scorso, abbraccia invece la dimensione globale della persona, indipendentemente dal contesto in cui essa si trova.
E’ un approccio totalmente innovativo anche se fonda le sue radici su basi millenarie prendendo le mosse da Socrate e dai filosofi greci e appoggiandosi a sei virtù trasversalmente riconosciute come universali.
E ancora innovativo è l’ancoraggio a quella branca della psicologia, la psicologia positiva, che non è centrata sul disturbo, sul sintomo, sul tentativo di “psicologizzare” in senso patologico il malessere (che laddove ha dei risvolti clinici deve essere curato con gli strumenti idonei) ricercandone le cause nel passato ma che è fondata sull’obiettivo di accrescere quegli stati emotivi positivi che rendono la vita densa di significato e pienamente vissuta.
Per dirla con M. Seligman, si tratta di “passare, nella nostra vita, da un più due a un più sette e non solo da un meno cinque a un meno tre e sentirci un po’ meno infelici”.
Il nostro approccio si focalizza quindi sul futuro, su “una domanda di felicità, di benessere e al contempo una difficoltà autentica” nel trovare la strada.
Ma chi sono gli alleati di questa spinta verso il futuro, il benessere e la felicità ?
Innanzi tutto siamo noi, con le nostre potenzialità talvolta non completamente espresse, talvolta represse per paura di cambiare, di fallire, di essere giudicati, di sentirci fuori dal coro e per la difficoltà di fronteggiare i nostri nemici, soprattutto quelli interni.
Si tratta quindi di scoprire quelle potenzialità che una volta scovate, possono essere sviluppate per un progetto di vita più gratificante, sia esso riferito al lavoro, alla vita affettiva, allo sport o per affrontare un cambiamento, oppure perché ci siamo smarriti o vogliamo essere migliori o semplicemente desideriamo stare meglio .
In questo viaggio di scoperta, coach e coachee intraprendono insieme un percorso di esplorazione, di ascolto e di rigoroso allenamento delle potenzialità per portarle all’eccellenza e perché no, trasformarle in talenti.
Come coach, la nostra risposta si traduce quindi in una forte alleanza con il nostro coachee affinchè la sua volontà di costruire il futuro che desidera e la nostra volontà di essere al suo fianco volendo ciò che lui vuole, si possano tradurre in un progetto concreto e realizzabile.
In questo senso il nostro lavoro di coach e’ prepotentemente teso verso il futuro, un futuro migliore, che non si accontenta di vie di mezzo ma che si protende verso il superamento di noi stessi e si proietta nella costruzione di una autentica autorealizzazione.
Potrebbe sembrare un progetto onirico ma siamo convinti che in ciascuno di noi risiedano potenzialità inaspettate che vale la pena di scoprire e allenare perché il senso interiore di benessere che deriva dall’averle messe in gioco ha a che fare con quello stato mentale di cui parla Mihály Csíkszentmihályi – il flow – che sperimentiamo quando siamo un tutt’uno con le cose che facciamo, con le nostre motivazioni più vere e più profonde e in armonia con la parte più autentica del nostro sè.
Non è un esercizio facile ma soltanto se siamo capaci di protenderci verso l’impossibile, la nostra vita sarà degna di essere vissuta, da protagonisti e non solo da tifosi.
Come diceva Albert Camus, “Se c’è un peccato contro la vita, è forse non tanto disperarne, quanto sperare in un’altra vita e sottrarsi all’implacabile grandezza di questa”.
Un ringraziamento al coaching club Lombardia, alla SiaSsb di Milano, che ci ha ospitato e un ringraziamento particolare a Maurizio Del Fante per il prezioso contributo all’organizzazione e alla realizzazione di questo evento.
Coach Maria Grazia Peirone
Coaching Club Lombardia – 13 maggio 2011
PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI LUCA STANCHIERI “101 MODI PER ALLENARE L’AUTOSTIMA”
Venerdì 13 maggio,presso SiaSsb di Milano, si è tenuta la presentazione dell’ultimo libro di Luca Stanchieri, psicologo e life-coach professionista che vive e lavora a Roma, nonché attuale Presidente dell’AICP. Titolo del libro: “101 modi per allenare l’autostima”.
Ma che cosa è l’autostima? Qual è il collegamento con il coaching? E, soprattutto, si sentiva la necessità di un ennesimo libro che ne trattasse?
Il fatto che se ne parli tanto, che s’invochi l’autostima ad ogni piè sospinto sia nel mondo del lavoro oltre che nelle relazioni personali, che fioriscano centinaia di corsi a riguardo, rappresenta un forte indizio del fatto che quello dell’autostima sia un problema attuale e molto sofferto.
In effetti, quando si parla di autostima, se ne parla, in genere, con riferimento ad episodi più o meno gravi in cui essa è oggetto di crisi… Stanchieri distingue a tal proposito: l’autostima (ovvero una valutazione di sé) fragile che richiede continue conferme; la disistima, ovvero la convinzione che il bene non sia parte della propria vita ed il disprezzo di sé che si verifica allorché una persona si condanna ad una vita infelice instaurando una vera e propria guerra contro se stessa. In questi casi, si parla di autostima negativa. Dal momento che l’autostima concerne il rapporto con il Sé, la prevalenza del “Falso Sé” che deriva dall’elaborazione negativa delle esperienze e delle relazioni, connota la valutazione di sé in senso negativo. Coloro i quali hanno un’autostima sicura, al contrario, non dipendono dall’approvazione sociale, ma agiscono in modo auto-determinato e congruente rispetto alle loro scelte. L’autostima positiva, infatti, deriva in modo speculare dalla prevalenza del “Vero Sé”. Secondo l’autore, ciascuno di noi possiede potenzialità innate per la costruzione del “Vero Sé”; tuttavia, affinché questo si sviluppi è necessario che vi sia un ambiente familiare, scolastico e sociale facilitante. Il problema fondamentale, allora, è rappresentato proprio dal contesto e dai modelli culturali dominanti che troppo spesso sono portatori di messaggi che danneggiano l’autostima.
Fortunatamente, però, l’autostima non è la semplice risultante dell’insieme di successi e fallimenti che abbiamo vissuto, né un dato di fatto cristallizzato e immodificabile. Al contrario, si tratta di un processo valutativo e sentimentale nei riguardi di se stessi che, dipendendo dall’esperienza e dal modo di interpretarla, può modificarsi nel tempo e, quindi, anche migliorare. Quando è sana e positiva, é la convinzione di avere diritto alla felicità e di poterla raggiungere grazie alle proprie potenzialità personali. Pertanto, lungi dall’indulgere nella lamentazione o negli alibi che scaturiscono dalle concezioni deterministiche, possiamo scegliere di agire, d’invertire la rotta e di puntare in direzione di una vita bella e buona, ovvero di una vita felice. Si tratta di una felicità (eudaimonia) che si realizza nel bene per sé e per chi ci circonda ed è, pertanto, legata al processo di auto-realizzazione individuale, relazionale e collettivo, per cui la felicità di ciascuno di noi si esprime ed influenza lo spazio sociale. In questo senso, l’autostima positiva, ovvero la sana autostima, è generativa poiché, trascendendo l’individuo, si apre al bene ed alla felicità comuni.
Allora comprendiamo il senso (ambizioso) di questo libro: contribuire alla costruzione di una sana e positiva autostima che sia davvero generativa di un bene individuale, relazionale e comune e che si rifletta, dunque, positivamente nel rapporto di ciascuno di noi con il corpo, con il “Sé” negli affetti e nel lavoro. Come? Con l’allenamento delle potenzialità personali attraverso il metodo del coaching umanistico di cui Stanchieri è stato uno dei promotori e fondatori in Italia.
Il coaching umanistico affonda le proprie radici nell’epoca ellenistica e negli “esercizi spirituali” dei filosofi greci. La filosofia, a quel tempo, non era teoria, ma s’incarnava in un modo di essere: era l’arte di vivere. Ma quest’arte era frutto di una pratica costante, di un incessante lavoro su se stessi per “procurare la serenità dell’anima”. Tali esercizi riguardavano lo “spirito” dell’uomo, coinvolgendone il pensiero, l’immaginazione, la sensibilità e la volontà. Implicavano una diversa visione del mondo e la realizzazione di sé mediante un continuo miglioramento e progresso spirituale in direzione della saggezza. Ed il luogo in cui si svolgevano le lezioni di filosofia era il “gimnasion”, la palestra in cui si praticavano anche gli esercizi fisici. E’ evidente l’analogia tra allenamento del corpo e dello spirito. Da qui, trae origine il coaching umanistico quale percorso di allenamento delle proprie potenzialità per il raggiungimento di una piena e sana realizzazione di sé.
Ed è proprio attraverso un allenamento costante e specifico che anche l’autostima può migliorare e crescere. Dunque, in modo apparentemente provocatorio, al termine della presentazione, Stanchieri afferma che: “l’autostima è un programma di allenamento… è fitness!”
Ma come ci si allena? Per questo, si rimanda alle belle pagine di questo libro che, sull’esempio dei filosofi greci, non si esaurisce nell’esposizione di una teoria, ma prescrive sistematicamente esercizi pratici di allenamento per chiunque desideri riprendere il governo della propria vita compiendo scelte ed azioni che siano in armonia con la parte più autentica e migliore di sé!
Ringraziamo tutto il Coaching Club della Lombardia che si è mobilitato per la buona riuscita di questo evento ed, in particolare, il responsabile Domenico Giordano che ne ha supervisionato l’organizzazione e Barbara Mitelli, collaboratrice di Stanchieri, che ha avuto l’onere e l’onore di moderare l’interessante dibattito che è scaturito a conclusione della presentazione.
Coach Maria Cristina Gallicchio
Venerdì 13 maggio doppio appuntamento con il Coaching Club Lombardia
Venerdì 13 Maggio 2011 (14,30-16,30)
Sala Atrium presso SiaSsb
Via Taramelli 26 - Milano (Metro Gialla fermata Zara oppure Sondrio)
L’Associazione Italiana Coach Professionisti (AICP ) è lieta di invitarLa al seminario:
L’ALLENAMENTO DELLE POTENZIALITA’
L'allenamento delle potenzialità è in primo luogo un metodo di analisi, di
conoscenza, di classificazione delle persone e del loro sviluppo. In secondo luogo un metodo di sviluppo che può portare al benessere e ben oltre. Cercheremo di comprendere come il metodo del coaching umanistico, fondato su una teoria generale del potenziale umano, possa offrire all'individuo, alle relazioni e ai contesti strade inedite e straordinarie
di sviluppo.
Relatore: Dott. Luca Stanchieri
Coach nella trasmissione televisiva in onda su Sky e La7 "Adolescenti: istruzioni per l'uso“. Presidente dell'Associazione Italiana Coach Professionisti e Fondatore della Scuola Italiana di Life & Corporate Coaching, iscritto all'Albo dell'Ordine degli Psicologi di Roma. Ha svolto un master in Corporate Coaching, è membro professionale dell'Associazione Internazionale di Psicologia Positiva ed ha sviluppato la sua professione di Life & Executive Coach rielaborando il metodo americano per il contesto europeo. (www.scuoladicoaching.it / www.associazionecoach.com)
Partecipazione: 20,00 euro coach tesserati AICP, 30,00 euro per coach non tesserati AICP
Per info e iscrizioni contattare:
Domenico Giordano:
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cel. 347 4438591
13 MAGGIO 2011 – Milano ore 17,30
L’Associazione Italiana Coach Professionisti (AICP), è lieta di invitarLa presso:
Sala Atrium presso SiaSsb Via Taramelli 26 - Milano (Metro Gialla fermata Zara oppure Sondrio)
PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI LUCA STANCHIERI
"101 MODI PER ALLENARE L’AUTOSTIMA"
«Esiste un’ampia fenomenologia della crisi di autostima: i delusi dall’amore, gli insicuri nelle relazioni, i perdenti nel lavoro, gli indecisi nello sport, quelli che vorrebbero ma non sanno cosa, quelli che sarebbero ma non sanno chi, gli sconfitti, i disorientati, gli inquieti in ritardo con il “tempo biologico”, i “dipendenti affettivi”, i solitari per altrui scelta, i trascurati, i bistrattati che non si ribellano, i “sono fatto così”, i “è tutta colpa tua”, i “decidi tu, per me è uguale”… Spesso parleremo di questi disastri, trappole e tranelli della disistima: il pessimismo, l’invidia, il cinismo, il narcisismo, il “lamentismo”, il “rinunciatarismo”…»
101 suggerimenti per vivere serenamente, sfruttando tutto il nostro potenziale, e per imboccare la strada giusta: quella che conduce al benessere proprio e altrui.
Luca Stanchieri: è un life-coach professionista, vive e lavora a Roma, conduce seminari orientati alla realizzazione dell’individuo. Autore di molti libri sull’argomento, ha partecipato come esperto a numerosi programmi TV e ha condotto la trasmissione Adolescenti: Istruzioni per l’Uso, trasmessa su Sky e su La7.
info: Domenico Giordano Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Coaching Club Lombardia – seminario del 24 febbraio 2011
“AUTOSTIMA ED EMPOWERMENT”
IL COACHING COME OPPORTUNITA’ DI CRESCITA E SVILUPPO PER LA PERSONA E PER LE ORGANIZZAZIONI
Giovedì 24 febbraio si è svolto presso l’Istituto Auxologico di Milano un seminario organizzato dall’Associazione Italiana Coach Professionisti – Coaching Club Lombardia.
I relatori, Gabriele Defrancesco –psicoterapeuta e coach- e Maurizio Del Fante –formatore, consulente aziendale e coach- entrambi soci fondatori dell’AICP, hanno affrontato il tema dell’autostima e dell’empowerment in relazione al coaching.
Il coaching, infatti, quale metodo di formazione e sviluppo delle potenzialità della persona finalizzato al conseguimento dei propri obiettivi ed, in ultima analisi, alla piena ed autentica realizzazione di sé, è inevitabilmente collegato sia al tema dell’autostima, intesa come giudizio di valore su di sé, sia a quello dell’empowerment.
Un elevato grado di autostima, ovvero un’autovalutazione positiva di sé, implica un grado elevato di fiducia in se stessi e di speranza ed è, quindi, presupposto imprescindibile per credere che un cambiamento sia possibile. Ciò influenza direttamente l’auto-efficacia, ovvero la capacità di agire concretamente e con risultati positivi nelle tre aree dell’auto-realizzazione: l’autonomia (dal greco: avere la norma del proprio comportamento in sé), la competenza (saper fare-saper scegliere-saper decidere) e la relazionalità. Quanto più una persona è auto-realizzata, tanto più avrà fiducia nelle proprie capacità, sarà felice e più forte. L’auto-efficacia è dunque collegata all’empowerment, cioè al rafforzamento della persona sia singolarmente che nell’ambito delle organizzazioni.
Il concetto di empowerment che può essere felicemente declinato come potere “in” (senso del proprio valore), potere “di” (capacità di fare, legato alle potenzialità individuali) e potere “con” (capacità di integrarsi e lavorare con gli altri, in team) suggerisce, quindi, che il processo di rafforzamento di sé (em-power-ment) presupponga autostima ed autoefficacia che sono alla base del lavorare bene con gli altri nell’ambito delle organizzazioni secondo una modalità “win-win”, che genera cioè un effetto moltiplicatore delle energie e quindi dei risultati.
Il coaching, pertanto, stimolando lo sviluppo delle potenzialità, della fiducia in sé, dell’autostima e dell’autoefficacia contribuisce ad innescare un circolo virtuoso a beneficio sia dei singoli che delle organizzazioni.
Il seminario che ha visto la partecipazione di coach, esponenti del mondo dello sport, imprenditori e managers provenienti da diversi settori ha avuto un notevole successo registrando un’elevata partecipazione ed un apprezzamento generale.
Ringraziamo, pertanto, di cuore per l’impegno profuso ed i brillanti risultati raggiunti Domenico Giordano -referente del Coaching Club della Lombardia, i relatori -Gabriele Defrancesco e Maurizio Del Fante- e tutti coloro che si sono spesi per l’ottima riuscita di quest’evento !
Maria Cristina Gallicchio

Si è svolta a Milano la prima Fiera Italiana del coaching organizzata dalla neonata associazione di professionisti del settore AICP. Nell’ambito della fiera, che ha visto la partecipazione di oltre 150 visitatori e 35 ospiti, sono stati affrontati numerosi temi “caldi” quali quelli della famiglia, della scuola, dello sport e dell’attività d’impresa sia nelle PMI sia nelle grandi aziende. Il metodo adottato, naturalmente, è stato quello proprio del coaching: domande aperte e stimolanti poste dai coordinatori dei tavoli di volta in volta incaricati che hanno consentito agli ospiti, in un’atmosfera calda ed accogliente, di aprirsi, di esprimere problematiche, dubbi, ma soprattutto di portare alla luce le enormi potenzialità e ricchezze presenti sia nelle persone, sia nei vari contesti organizzativi. Ai coach, esploratori ed allenatori di potenzialità, quindi, il compito di affiancare genitori amorevoli ma a volte disorientati; insegnanti illuminati che, con perseveranza e creatività, già portano avanti progetti educativi in contesti sovente disagiati; coraggiosi imprenditori che, con ingegnosità e lungimiranza, s’impegnano per resistere e, addirittura, crescere nonostante la pressione quasi insostenibile di una competizione straziante poiché spesso sleale quale è quella che domina l’attuale mercato globale.
Stiamo attraversando una fase di crisi, di transizione che però rappresenta anche una sfida: la grande sfida di raccogliere le idee, i sentimenti, i talenti e le energie che ci contraddistinguono come persone e come Italiani e di incanalarli in un ambizioso progetto, chiaro, concreto e vitale quale è quello di fondare una nuova cultura generatrice di successo, di un successo che trae linfa dalla ricchezza interiore e che, in un circolo virtuoso, sia al contempo causa e conseguenza di una sana e piena realizzazione personale.
Anche grazie al coaching, se ci impegniamo, tutto ciò sarà possibile!
Maria Cristina Gallicchio
AICP Coaching Club Lombardia

L’INDIVIDUAZIONE E LO SVILUPPO DEL TALENTO
Come individuare ed allenare il talento nel lavoro, nella scuola, nelle relazioni, nello sport grazie al coaching.
feed-back
Si è svolto a Milano il seminario di Luca Stanchieri sul talento: l’evento ha registrato una buona affluenza di pubblico, richiamando una cornice di presenti in sala più variegata rispetto al precedente organizzato dal CC Lombardia, la cui presenza così numerosa ha dato prova di grandi passi avanti da parte del Club e dell’Associazione stessa.
Il dr. Stanchieri ha parlato del talento come di qualcosa da esercitare, da rinnovare ed ampliare ogni giorno, sfatando già durante l’introduzione i falsi miti cui ci siamo adeguati fin da giovanissimi: il talento non è genetico, non prescinde dal contesto, né dalla relazionalità; è invece un insieme di capacità naturali, esperienza e conoscenze/competenze che crescono solo grazie alla voglia ed alla determinazione di superarsi costantemente affrontando obiettivi di volta in volta più sfidanti.
La suggestione e la ricerca del talento sono legate alla sua simbolizzazione nell’immaginario collettivo in quanto elemento che, in modo assolutamente spontaneo ed immediato, evoca gioia ed ammirazione in chi ha la fortuna di osservarlo ed è subito riconosciuto da chiunque come tratto di eccellenza.
Certo il talento costa fatica, non solo per i sacrifici che comporta il suo sviluppo, ma perché troppo spesso, nel nostro vissuto sociale, soprattutto lavorativo, è trattato come un ostacolo al potere e chi ne è particolarmente dotato non ha strumenti di difesa, proprio perché mai l’immaginerebbe come tale.
La motivazione intrinseca, le potenzialità personali ed i valori individuali, obiettivi determinati da un singolo, in autonomia, sono i fattori che aiutano nello sviluppo del talento, anche, a volte, a dispetto del contesto, ma mai prescindendo da esso.
Attraverso esempi di personaggi famosi (“quanti di voi sanno che il padre di W. A. Mozart era un genio della pedagogia musicale che ha messo il figlio davanti al piano a due anni?”), miti sfatati, una ricerca sul campo ed una disamina della società contemporanea, ecco emergere il sogno del coach per il futuro: lo sviluppo del talento da un punto di vista tecnico e professionale, in ogni campo del sapere e dell’esperibile.
Francesca Mansi
Sala Atrium presso SiaSsb
Via Taramelli 26 - Milano
(Metro Gialla fermata Zara oppure Sondrio)
venerdì 7 maggio 2010 (18,30-20,30)
L’Associazione Italiana Coach Professionisti (AICP ), è lieta di invitarLa al seminario:
(Metro Gialla fermata Zara oppure Sondrio)
L’INDIVIDUAZIONE E LO SVILUPPO DEL TALENTO
Come individuare ed allenare il talento nel lavoro, nella scuola, nelle relazioni, nello sport grazie al coaching.
Il talento può svilupparsi e prosperare in tutte le sue possibili forme e sfumature solo attraverso una comprensione profonda delle caratteristica della persona e dei modi attraverso i quali formarla, motivarla e valorizzarla.
Il talento non è un elemento solitario, raro, eccezionale da scovare tra milioni, dipende dal luogo in cui opera la persona, dagli individui che ha intorno, dal modo in cui riesce a interagire lavorare insieme agli altri; è fortemente legato al contesto in cui si è formato. Il coaching è un metodo efficace per allenarlo e svilupparlo. Discutiamone insieme.
Relatore: Dott. Luca Stanchieri
Coach nella trasmissione televisiva in onda su Sky e La7 "Adolescenti: istruzioni per l'uso“. Presidente dell'Associazione Italiana Coach Professionisti e Fondatore della Scuola Italiana di Life & Corporate Coaching, iscritto all'Albo dell'Ordine degli Psicologi di Roma. Ha svolto un master in Corporate Coaching, è membro professionale dell'Associazione Internazionale di Psicologia Positiva ed ha sviluppato la sua professione di Life & Executive Coach rielaborando il metodo americano per il contesto europeo. (www.scuoladicoaching.it / www.associazionecoach.com)
Partecipazione: 20,00 euro; 10,00 euro per tesserati AICP e studenti
Per info e iscrizioni contattare:
Barbara Mitelli: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. cell. 339-7196239
Paolo Loner: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. cell. 333-3502220
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Video del seminario
http://www.youtube.com/watch?v=O3za50kRG2s
FEED-BACK -12 MARZO 2010
Davvero un seminario interessante, che ha portato tutti i partecipanti a tirare fuori la testa dalla sabbia e a chiarire, davanti agli altri e a se stessi, chi si è e che tipo di coach si vuole essere.
Questo il leitmotiv dell’incontro, durato circa quattro ore, in cui abbiamo potuto prendere atto di una verità fondamentale, tanto evidente ora, quanto prima era stata data per scontata: la possibilità di avviare efficacemente l’attività come veri professionisti dipende da una presa di coscienza fondamentale, da cui prenderà poi direzione la professione stessa; chi siamo come persone, quali sono i nostri valori… la nostra vera identità direziona e declina la nostra formazione e professione e determina una scelta a priori sulla clientela che da noi sarà attratta, perché siamo ciò che cerca.
L’idea che un coach non possa prescindere, nel proprio lavoro, dalla propria personalità ed individualità di essere umano (perché con esseri umani poi si avrà a che fare), sovverte completamente il marketing d’uso comune, che mira a colpire con sconti, promozioni e un bombardamento di volantini, che implicherebbe, se ben fatto, una conoscenza del futuro ipotetico cliente che in realtà non abbiamo.
Un altro punto è emerso e ha colpito il bersaglio in modo potente: essere coach professionisti è una questione di talento.
Come i professionisti di ogni genere, come gli artisti e i campioni, chi desidera diventare grande, chi vuole raggiungere l’eccellenza, è costretto a fare enormi sacrifici, ma li fa per un obiettivo: di nuovo, fa una scelta riguardo le proprie priorità.
Al di là dei suggerimenti, peraltro anch’essi utili, sulla promozione del coaching, soprattutto sul territorio che quotidianamente abitiamo, posso dire che personalmente il seminario proposto mi ha permesso di chiarire quali sono i miei veri obiettivi e di avere più consapevolezza di dove mi ha portato la mia storia: passata una settimana da quella sera, attesa con ansia, ho un sito mio, riesco a propormi con maggiore libertà e chiarezza e so chi voglio diventare, per me e per chi da me verrà.
Direi senz’altro un ottimo risultato.
Grazie a Luca ed agli organizzatori.
FRANCESCA MANSI
SEMINARIO
L’avviamento e la fondazione della professione di coaching in Italia: teoria, metodi e strumenti di neo-marketing
12 MARZO 2010 (dalle 16 alle 20)
MILANO
Relatore: Dott. Luca Stanchieri
Presidente dell'Associazione Italiana Coach Professionisti e Fondatore della Scuola Italiana di Life & Corporate Coaching, iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti e all'Albo dell'Ordine degli Psicologi di Roma. Ha svolto un master in Corporate Coaching, è membro professional dell'Associazione Internazionale di Psicologia Positiva e ha sviluppato la sua professione di Life & Executive Coach rielaborando il metodo americano per il contesto europeo.
Il seminario si svolgerà presso l'HOTEL BERNA- SALA GINEVRA- VIA NAPO TORRIANI 18- MILANO (NEI PRESSI DELLA STAZIONE CENTRALE)
Disponibilità : max 30 persone
(in ordine temporale di iscrizione- con priorità ai tesserati AICP)
Partecipazione: tesserati AICP: 20,00 euro; non tesserati associazione:35,00 euro.
Per info e iscrizioni contattare:
Barbara Mitelli:
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cell. 339-7196239
Paolo Loner:
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cell. 333-3502220
www.associazionecoach.com
L
A RESILIENZA: RESISTERE E CRESCERE DENTRO LE AVVERSITÀ.
COME ALLENARLA NEL LAVORO, NELLA SCUOLA, NELL’AMORE, GRAZIE AL COACHING.
ISTITUTO AUXOLOGICO- Milano, 27 novembre 2009
“Il 27 novembre, il Coaching Club Lombardia realtà regionale dell’ Associazione Italiana Coach Professionisti, ha organizzato un incontro dibattito sul tema della resilienza. Brevemente possiamo definire la resilienza come la capacità di reagire ai fallimenti, dopo averli riconosciuti come tali, trasformandoli in occasione di apprendimento. Apprendimento inteso come la capacità di acquisire delle competenze utili al miglioramento della vita.
Il relatore dell’ incontro è stato il Presidente dell’Associazione dott. Luca Stanchieri che ha presentato il Coaching quale metodo eccellente per l’allenamento della resilienza. Il pubblico è stato numeroso, molto interessato e partecipe. In sala erano presenti professionalità molto diverse tra di loro: coach, medici, allenatori sportivi, imprenditori, genitori ecc.; durante il dibattito le domande hanno riguardato i molteplici contesti di riferimento.
Questo interesse, a mio avviso, testimonia una cosa molto importante: l’ottimismo e la fiducia nel futuro; le persone credono, a ragione, che con gli strumenti idonei possono non senza impegno e sacrificio raggiungere i propri obiettivi e la soddisfazione conseguente; ciò significa anche che il terreno per la diffusione, espansione, crescita del coaching umanista è fertile, stiamo seminando ma possiamo già cogliere i primi frutti!
I miei più sentiti complimenti per l’eccellente organizzazione, la calorosa e professionale accoglienza.
Grazie Coaching Club Lombardia e alla sua responsabile Barbara Mitelli”
Patrizia Beltrame, Responsabile etica- AICP
27 novembre 2009 (17,30-20,30)
Presso l’Istituto Auxologico Italiano
Sala Convegni CRCI
Milano, via Mosè Bianchi 90
(fermata M- Amendola fiera)
L’AICP (Associazione Italiana Coach Professionisti), è lieta di invitarLa alla conferenza:
La resilienza : resistere e crescere dentro le avversità.
Come allenarla nel lavoro, nella scuola, nell'amore, nello sport,
grazie al coaching.
La resilienza è una capacità filosofica e psicologica che permette all’individuo e alle organizzazioni di reagire di fronte alle sconfitte, di crescere nelle avversità, di perseverare nei propri obiettivi, di affrontare la fatica per la realizzazione di se stessi. La resilienza è collegata all’autoefficacia, all’ottimismo e alla speranza. Chi ha un’alta resilienza riesce a trasformare gli eventi negativi, le sconfitte, gli ostacoli e i fallimenti (nella vita, nel lavoro, a scuola) in opportunità e lezioni per diventare più forte e arrivare al successo. Il coaching può allenare la resilienza e permettere di crescere anche nelle avversità. Discutiamone insieme.
Relatore: Dott. Luca Stanchieri
Presidente dell'Associazione Italiana Coach Professionisti e Fondatore della Scuola Italiana di Life & Corporate Coaching, iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti e all'Albo dell'Ordine degli Psicologi di Roma. Ha svolto un master in Corporate Coaching, è membro professional dell'Associazione Internazionale di Psicologia Positiva e ha sviluppato la sua professione di Life & Executive Coach rielaborando il metodo americano per il contesto europeo.
Partecipazione: tesserati AICP e studenti : 10,00 euro
non tesserati: 20,00 euro
Per info e iscrizioni contattare:
Ref. coaching club Lombardia: Barbara Mitelli
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. 339-7196239
Resp. Comunicazione Media: Paolo Loner
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. cell. 333-3502220
Coaching Club Lombardia



