Pubblicato da AICP – Coaching Club Trentino Alto Adige Südtirol su Lunedì 2 ottobre 2017

Sabato 11 Novembre Castelnuovo del Garda – Lo sport alle origini del Coaching, Formazione interna Aicp

Sabato 11 novembre dalle ore 10:30 alle ore 17:30 presso Garda Danze Studio Via campagna 12, 37014 Castelnuovo del Garda

L’atleta e la persona al centro dell’allenamento
Evento nazionale di formazione interna Aicp organizzato dal Coaching Club Trentino Alto Adige Südtirol e dalla Comunità di Pratica “Sport”

SOLO PER COACH ASSOCIATI AICP NON SOLO SPORTIVI 

Sabato 11 novembre formazione Aicp dedicata al coaching sportivo e alle diverse metodologie di intervento.

Relatori coach Aicp che lavorano attorno all’ambito sportivo.
Posti limitati prendi un biglietto Eventbrite al link  https://www.eventbrite.it/e/biglietti-lo-sport-alle-origini-del-coaching-38510742668

Destinatari: aperto a tutti i coach regolarmente iscritti alla Aicp.

9 interventi da parte di coach che lavorano in ambito sportivo con interventi che riguardano metodi di lavoro, storie di allenamenti, esercizi di allenamento mentale da sperimentare in sala. Non mancate! A breve pubblicheremo il programma dettagliato con la presentazione dei relatori, scaletta, abstract e bibliografie di riferimento.

https://www.facebook.com/AicpTAA/

PAGINA EVENTO SU FACEBOOK : https://www.facebook.com/events/1375334132535779/?acontext=%7B%22source%22%3A5%2C%22page_id_source%22%3A1510023182545238%2C%22action_history%22%3A[%7B%22surface%22%3A%22page%22%2C%22mechanism%22%3A%22main_list%22%2C%22extra_data%22%3A%22%7B%5C%22page_id%5C%22%3A1510023182545238%2C%5C%22tour_id%5C%22%3Anull%7D%22%7D]%2C%22has_source%22%3Atrue%7D

LO SPORT INSEGNA CHE PER LA VITTORIA NON BASTA IL TALENO CI VUOLE IL LAVORO E IL SACRIFICIO QUOTIDIANO NELLO SPORT COME NELLA VITA (PIETRO MENNEA)

Il Coaching  Club Trentino Alto Adige promuove e organizza una attività della Comunità di Pratica “Sport” dell’Associazione Italiana Coach Professionisti (Aicp). L’evento è aperto a tutti i Coach associati Aicp ed è gratuito, previa registrazione. Non è dedicato solo ai Coach sportivi ma a Coach di tutte le practice perchè gli c’è uno stretto legame tra il coaching sportivo e il coach applicato nelle corporate o nel life o in altre practice. L’evento è il compimento della prima fase di lavoro nella comunità di pratica Sport e un punto di inizio per una formazione continua e rivoluzionaria tra professionisti.

 

 

 

 

 

One Response to Sabato 11 Novembre Castelnuovo del Garda Lo sport alle origini del Coaching, Formazione interna Aicp
  1. Scaletta di lavoro con relatore, titolo argomenti, abstract, bibliografia e sequenza.

    Paolo Loner
    1. Come si costruisce rete tra professionisti.
    Uno degli obiettivi di questo intervento è di aiutarci e aiutare i professionisti ad orientarsi lungo la strada che porta dalla concorrenza alla collaborazione, analizzando i processi sequenziali e i tempi attraverso i quali si fonda e costruisce una rete di professionisti stabile. Offrendo una serie d’indicazioni per superare le rivalità professionali e dare vita a una libera organizzazione fondata sulla collaborazione e condivisione della leadership.

    Cristina Larcher
    2. Felicità
    Pensando all’abbinamento tra sport e felicità forse la prima immagine che ci viene in mente è l’espressione felice di un’atleta su podio, colta nell’attimo della vittoria. E ci sta. Poi però a me viene la curiosità di guardare oltre quel momento che rappresenta un picco di una emozione intensa. Nella sua vita al di là di quel momento fantastico, questa persona è felice? Che concetto di felicità ha? Che relazione c’è tra il suo livello di felicità, di ben-essere nel resto della sua vita e la sua vita da sportivo? In che modo il grado di soddisfazione nella sua vita privata influisce sulla sua attività sportiva? Affronteremo queste rilfessioni partendo dal libro di Niccolò Campriani “Ricordati di dimenticare la paura” e da alcune sue affermazioni rilasciate nel corso di una intervista.

    Danao Leggio
    3. Visualizzazione
    Esercizio pratico di visualizzazione secondo un modello elaborato e applicato con gli atleti della scherma dall’allenatore e preparatore mentale Danao Leggio.

    Romina Zucchi
    4. Migliorare la fiducia per migliorare la prestazione.
    Percorso di coaching con un obiettivo molto chiaro, un risultato sportivo. Questo è un aspetto molto interessante dello sport, il macro obiettivo è già ben definito. Ma nonostante questo lo sportivo, alle volte, si pone dei limiti riguardanti l’obiettivo stesso. Tutti gli sportivi vogliono vincere, ma pochi si sentono di potercela fare, e molti sperano in un posizionamento, quindi in qualche modo nelle loro menti si accontentano e non hanno fiducia.

    Paolo Loner
    5. Allenamento consapevole
    Il livello di gioco medio di molti atleti lo si raggiunge attraverso un allenamento che gli esperti definiscono “livello accettabile”. La ricerca e la scienza hanno dimostrato che una volta raggiunto il livello accettabile di performance gli anni successivi di allenamento non producono un miglioramento significativo ma replicano in sostanza le stesse dinamiche di sempre senza produrre un effettivo miglioramento. Come superare questa fase con l’allenamento consapevole.

    Danao Leggio
    6. La consapevolezza corporea e mentale della persona e dell’atleta.
    La consapevolezza è la base per strutturare un percorso che non solo potrà reggersi da solo, ma potrà anche innalzarsi fin dove il proprio impegno e la propria determinazione lo permetteranno. Imparare a conoscere se stessi a 360° è l’unico modo per capire il proprio punto di partenza e iniziare a ragionare, da solo e con il proprio team/staff, su quale potrebbe essere la direzione giusta da intraprendere. Ogni atleta dovrebbe avere come punto di partenza del proprio percorso l’essere pienamente consapevole di sé, dei propri valori, delle proprie emozioni, ma anche dei propri obiettivi, di come ottenerli e del percorso da compiere.

    Silvia Camerini
    7. Le emozioni del coach.
    Un ascolto attivo, quello che fa sentire l’altro davvero ascoltato, non può prescindere dalla consapevolezza delle nostre emozioni, dalla capacità di condividerle, di poterle percepire empaticamente nell’altro e di saperle impiegare per favorire nell’altro una migliore comprensione di Sé utile per raggiungere i suoi obiettivi. Le relazioni di coaching sono relazioni ad altissima intensità emotiva. Rappresentano un habitat naturale delle emozioni fondamentali, quelle universali: la gioia, la tristezza, la paura, la rabbia, il disgusto. Sono luogo di contagio emozionale in momenti cruciali della vita sportiva, privata, lavorativa. Durante questo workshop vedremo come collegare i tre campi dell’esistenza (somatica, cognitiva ed emotiva) con domande così che una persona si senta a proprio agio in una felice integrazione di questi mondi spesso disconnessi tra loro. A seguire un esercizio esperienziale. Noi non abbiamo un corpo, ma siamo un corpo che cresce e matura assieme al cervello, tutta la vita.

    Paolo Loner
    8. Case history, narrazione del processo di allenamento mentale
    Un percorso di allenamento mentale che è iniziato all’età di 12 anni. Oggi l’atleta ne ha 16 e possiamo ripercorrere con l’atleta e il suo preparatore mentale questa storia.
    L’atleta Massimo B. tennista oggi di livello 2.6
    Preparatore mentale Paolo Loner

    Cristina Larcher
    9. “Laboratorio con tutti i partecipanti: riflessioni sulla giornata”

    10. ….. e come daremo continuità a questa esperienza?
    Laboratorio di condivisione di esperienze professionali. Tecniche e metodi appresi nel corso dell’evento dell’11 novembre applicate nei diversi contesti professionali da parte dei coach e restituite ai relatori.


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