Parafrasando una delle opere più rappresentative del celebre Oscar Wilde, cerchiamo oggi di spiegare cos’è il coaching, cosa fa il coach, a chi è rivolta questa strategia di formazione e quanto possa esserne importante venirne a conoscenza.

Mi capita spesso quando mi presento con un possibile cliente, amico o conoscente di sentirmi chiedere; quindi tu fai il coach, sarebbe?

E devo onestamente dirvi che ogni volta non è compito facile; spiegare il coaching a parole non è una cosa semplice, dagli anni ’70 ad oggi il coaching moderno è stato definito da molti autori in modo chiaro e semplice, anche complesso ed articolato, fatto sta che nella pratica ancora tanti di noi non sanno di cosa si tratti, questo anche per via della confusione che attanaglia il mercato e dalle molteplici figure “professionali” che si spacciano per coach, motivatore, guru senza mai aver studiato niente a riguardo.

Mi viene detto, quindi tu sei un motivatore? Beh no, non mi va di definirmi così, non sono uno di quelli che ti dice adesso vai davanti lo specchio e urlati in faccia quanto sei bravo, quanto sei capace e che nessuno mai potrà metterti i piedi sopra. No non faccio questo perché non credo possa servire a tanto.

Quindi tu mi dai ed io eseguo? No, neanche questo non sono un dispensatore di consigli, poi diciamocelo chiaro, la pelle altrui vale quanto la propria ed io non sono qui per rovinare le persone.

Allora tu mi starai accanto tutto il giorno e mi dirai se quello che faccio è giusto o meno? No, no no…non ci siamo…..RESET

Ecco questo è quello che non fa un vero coach.

Un vero Coach viene contattato da un cliente, che esso sia imprenditore pronto a migliorare la propria performance lavorativa, accrescere la Leadership, migliorare il gruppo di lavoro, con obiettivi professionali (Business Coach o Team Coaching) o  persona che abbia voglia di migliorare la propria posizione, aumentare il potenziale e la propria autostima e di raggiungere obiettivi di vita (Life Coach) e intraprendono una collaborazione stretta (partnership), attraverso un percorso creativo e stimolante volto a massimizzare il potenziale personale/professionale del cliente (coachee).

Per percorso creativo e stimolante si intende l’uso da parte del coach degli strumenti che ci sono dentro la propria cassetta degli attrezzi, fatta di domande potenti, “esercizi creativi” e parole al servizio di un cochee, per esplorare dentro di se fare consapevolezza, focus sull’obiettivo da voler raggiungere, considerare le alternative e pianificare il percorso migliore da intraprendere con le proprie risorse; infine la cosa più importante…l’azione.

Il coaching è concepito per aiutare i clienti a  migliorare la qualità della vita.

Il coaching non può essere usato per alleviare il dolore psicologico o trattare  disturbi cognitivi o psichici

Ma Il coaching funziona?

Si funziona, ma detto da me potrebbe suonare come banale e di parte, quindi invito a dare un’occhiata alle statistiche mondiali  seguito dei numerosi studi che sono stati fatti  premettendo dapprima che il requisito principale e fondamentale per il successo di un percorso con il coachee  è che ci sia da parte dello stesso la ferma volontà di crescere e migliorarsi.

Andrea Parisi

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