Questo intervento nasce da un’analisi della tipologia di domande che spesso vengono poste da clienti e persone interessate al coaching.
Frequentemente le informazioni in loro possesso sono inadeguate, poco corrette e a volte addirittura fuorvianti. Negli ultimi dieci anni il coaching è diventato un business anche in Italia, “tutti” parlano di coaching, “tutti” sono coach, sui social nascono ogni giorno nuove categorie di coaching e questo produce confusione intorno al termine.
Personalmente ritengo che la concorrenza sia un valore aggiunto, se seguita da informazioni corrette e trasparenti.
Frequentando altri colleghi sia presso AICP sia presso altre associazioni di coaching, ho notato che anche fra coach formati a volte NON è così chiara la distinzione fra l’unicità del coach e il processo di coaching.
Spesso leggo post o articoli che giustamente parlano dell’importanza del personal branding e di mettersi sul mercato differenziandosi dagli altri facendo emergere la propria unicità, dato che il nostro valore aggiunto può fare la differenza nella relazione tra coach e cliente e quindi anche nell’efficacia del coaching. Questo non deve e non può essere confuso con il processo di coaching, che è unico e certificato e che rende efficace il coaching per ciò che è! Esistono diverse scuole di coaching che formano coach professionisti e mi auguro che, indipendentemente dal metodo insegnato nelle singole scuole, tutte insegnino un processo che (come dicevo prima) è stato verificato.
Quando parlo di “processo” intendo i passaggi fondamentali che un coach esegue durante la relazione di coaching: se noi spiegheremo alle persone con parole semplici come funziona un processo di coaching, le persone capiranno immediatamente l’efficacia di tale processo e capiranno se è adatto ai loro bisogni del momento.
Vorrei entrare nel merito iniziando con due premesse.
– Il cliente è sempre al centro della relazione di coaching ed è importante che abbia una reale richiesta. Per “richiesta” si intende una necessità/bisogno/volontà di modificare qualche cosa nella propria vita, che sia lavorativa, professionale, personale, relazionale o sportiva. Il cliente deve percepire di voler qualcosa di più da quello che ha e non è necessario che sappia con esattezza che cosa vorrebbe avere di più!
– Il cliente porta con sé il suo passato, le sue esperienze, le sue competenze, il suo vissuto, e noi siamo consapevoli che non conosciamo ciò che il cliente porta con sé nella relazione di coaching, mentre siamo consapevoli che ogni cliente ha qualità e potenzialità che a volte sono espresse, a volte inespresse e altre volte represse.

PRIMA FASE:
Il coach verifica che ci sia una “richiesta” da parte del cliente e tutte e due insieme esplorano la situazione che il cliente vuole cambiare, definita tecnicamente PRESENTE PERCEPITO (P.P.). Il cliente trae delle consapevolezze a riguardo.
Una volta definito il P.P. del cliente, il coach lo accompagna a consapevolizzare come vorrebbe che questa situazione si trasformasse per essere ideale per lui, delineando il cosiddetto FUTURO DESIDERATO (F.D.).
Durante questo primo passaggio il coach inizia a individuare diverse potenzialità del cliente (espresse, inespresse e represse).
SECONDA FASE:
Il F.D. potrebbe essere anche un “sogno” del cliente e frequentemente la realizzazione di questo sogno dipende anche da fattori esterni che NON dipendono da lui. A questo punto il coach fa emergere dal cliente quello che viene definito OBIETTIVO DI PERCORSO (O.P.), ovvero un obiettivo che il cliente sceglie, che lo avvicina il più possibile al F.D. e che dipende espressamente da lui.
Selezionato l’O.P. il cliente viene accompagnato a definire gli OBIETTIVI STEP, una serie di obiettivi intermedi tra obiettivo di percorso e presente percepito fino ad arrivare a definire l’OBIETTIVO DI SESSIONE (O.S.), ovvero che cosa si porterà a casa il cliente da quella specifica sessione di coaching. Fin dalla prima sessione del percorso, il cliente si porterà a casa qualcosa che gli sarà utile per agire e avvicinarsi sempre di più all’obiettivo di percorso.
Tramite l’uso di riformulazioni, comunicazione efficace e ascolto attivo, il coach fa prendere piena consapevolezza al cliente su quanto emerso e chiede conferme al cliente onde verificare che l’obiettivo scelto dal cliente sia condivisibile, rilevante, emozionante, attuabile, temporizzato, identificabile, vero e orientato ai valori del cliente.
TERZA FASE:
A questo punto il coach chiede di riconfermare i vari obiettivi che il cliente si è posto e verifica che sia quella la strada che il cliente vuole percorrere; effettuata questa verifica si passa alla costruzione di un piano d’azione, quando il cliente esprimerà cosa e come metterà in campo per raggiungere i suoi obiettivi, partendo dall’obiettivo di sessione.
Durante questa fase il coach farà attenzione che il cliente inserisca nella strategia le sue potenzialità e qualità in modo da rendere maggiormente efficace la strategia stessa.
Sempre durante questa fase il coach procede alla verifica di eventuali ostacoli che il cliente potrebbe trovare mentre sviluppa il piano d’azione: qualora dovessero emergere, il coach farà in modo che il cliente sviluppi problem solving per superarli.
QUARTA FASE:
Questa è la fase finale della sessione di coaching, dove il coach fa il punto della situazione partendo dall’inizio, attraversando i passaggi principali e facendo prendere piena consapevolezza dei cambiamenti avvenuti nel cliente durante la sessione – cambiamenti a livello di emozioni, di consapevolezze e quant’altro. Rende inoltre il cliente responsabile delle sue scelte e degli impegni che si è preso, si accerta che non siano rimasti situazioni aperte di cui il cliente vorrebbe parlare ancora (in riferimento alla situazione portata) e chiede conferma per chiudere la sessione.
Ricapitolando i passaggi chiave in una sessione di coaching sono quattro:
CONSAPEVOLEZZA (dove siamo, dove vogliamo arrivare, quali strumenti vogliamo utilizzare per arrivare, come e cosa cambierà nella nostra vita quando arriveremo dove vogliamo arrivare)
RESPONSABILITÀ (se è veramente importante fare queste cose ci assumiamo la responsabilità di farle perché dipende solo da noi)
ENERGIA (fondamentale avere l’energia per superare ostacoli e impegni, l’energia la troviamo usando le nostre potenzialità e qualità che ci portano emozioni positive)
AZIONE (il coaching è un processo che accompagna il cliente all’azione, ad attuare comportamenti differenti che gli permetteranno di avere risultati differenti)

Giovanni Magni
Responsabile nazionale scuole coaching Crea, Trainer, Coach, Mental Trainer
Docente presso scuole di coaching Crea
Riconosciuto AICP-ICF-AIF-WFC
giovanni.magni@creacoach.it

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