Direte che c’entra l’autostima con una festa? Si chiama “effetto cocktail party” un fenomeno ben definito dalle discipline psicologiche altrimenti come “attenzione selettiva.

Vi è capitato ad esempio di acquistare un’auto nuova o di essere in procinto di farlo? Vedete i cataloghi o andate da un rivenditore, magari la guidate. Vi sarà successo. Qualcuno ha notato che per un certo lasso di tempo gli sembra di vedere in giro, per strada, ovunque, proprio quel modello? (beh certo, a patto che non si sia tra coloro che si possono permettere una super car).

Il fenomeno è stato comunemente definito effetto cocktail party perchè è ciò che si verifica comunemente ad esempio ad una festa o in luogo affollato, dove discriminiamo la conversazione di una persona che risvegli il nostro interesse, ad esempio una persona attraente che parla a poca distanza da noi.

Ecco perché quando nella nostra vita, ad esempio con un percorso di coaching, risvegliamo il nostro potenziale, accrescendo la nostra autostima, riscopriamo le risorse interiori e alimentiamo il nostro amor proprio, molto molto probabilmente, per non dire certamente, inizieremo a notare e ad imbatterci intorno a noi persone positive e amorevoli, più sorridenti ed aperte. Persone con una buona stima di sè.

Essendo predisposti a ciò, positivamente, molto probabilmente entreremo più facilmente in risonanza con questo tipo di persone e tenderemo a circondarcene.

E’ come se in nostro “radar” interiore si risintonizzasse su nuove frequenze, intercettando comportamenti e amplificandoli, mentre prima venivano minimizzati dalla nostra mente.

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