Progetto “Art Coaching – Un momento tutto mio”. Il Coaching e il Tombolo come strumenti per affrontare il periodo successivo al terremoto dell’Aquila.

Nella riunione del 25 febbraio 2019 il CCLazio ha incontrato Enrica Liaci, psicologa e coach che ha collaborato con la nostra Emanuela Del Pianto al progetto “Art Coaching – Un momento tutto mio” che ha coinvolto le donne aquilane nel periodo successivo al terremoto del 2009. Il progetto mirava a favorire il processo di ricostruzione di sé oltre che del territorio, proprio attraverso le sue tradizioni centenarie quale quella del Tombolo.
E’ stato un incontro ricco di emozioni e di scoperte. Enrica, con la sua preziosa testimonianza, ha messo in luce come il coaching abbia tanti punti in comune con tradizioni antichissime come quella del Tombolo che hanno consentito all’uomo di costruire la sua storia attraverso un “fare trasformativo”, sapiente e paziente.
Il Tombolo è uno strumento di lavoro tradizionale Aquilano, usato per la realizzazione di pizzi e merletti.
Si compone di tre parti:
• un sostegno, eventualmente arricchito di incisioni decorative, alla cui base è sistemato un cassetto nel quale vengono riposti fili, spilli, forbici.
• un cuscino (piumaccio) (il Tombolo vero e proprio), appoggiato sul sostegno, imbottito in crine, segatura, , ricoperto di stoffa verde, è la base sulla quale viene realizzato il merletto intrecciando i fili e fissandoli opportunamente con degli spilli.
• i fuselli sui quali vengono avvolti i singoli fili; il loro numero può variare da poche unità a infiniti fuselli per i disegni più complessi.

Nell’ambito del progetto, il Tombolo è stato utilizzato come metafora della vita stessa e ha permesso alle donne che si riunivano per praticare insieme quest’arte, di trovare uno spazio dove condividere il proprio dolore e trarre dal gruppo nuova forza per affrontare un momento di estrema difficoltà come quello successivo al terremoto.
Enrica ci ha spiegato come l’arte del Tombolo sia principalmente fondata sulla capacità di creare un disegno, nodo dopo nodo e come la delicatezza e la forza con cui si tira il filo abbiano bisogno di un equilibrio costante, che consente di portare avanti il disegno senza spezzare il filo.
Ma la vita non sarebbe tale se gli equilibri non fossero imperfetti e i fili talvolta non si spezzassero.
E così, in mezzo alla terra spaccata, raggruppate in ricoveri a volte di fortuna, un gruppo di donne de L’Aquila, hanno iniziato ad incontrarsi per imparare a tessere quel disegno (di vita) che le ha portate a scoprire come i fili spezzati si possano riannodare con pazienza e come i nodi possano essere sciolti e poi ricostruiti.
Il Tombolo ha consentito loro di scorgere nella trama e nell’ordito del lavoro manuale, i fili della vita che si dipanano dal passato al futuro. Le donne di L’Aquila hanno trovato uno spazio e un luogo dove costruire e ricostruire insieme nodi, percorsi e disegni, riappropriandosi di una tradizione millenaria.
Grazie alla sinergia tra il lavoro manuale e il metodo del Coaching, è stato possibile acquisire consapevolezza del fatto che, a partire da qualunque ordito (le situazioni che la vita ci chiama ad affrontare), ogni tessitore può fare la differenza, intrecciando sapientemente la trama in modo da delineare disegni di grande pregio, rendendo così la propria vita un capolavoro.

Daniela Lucchetti e Sibilla Ceccarelli

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