Considerazioni di Giovanni Magni sulla giornata formativa

“IL COACH LE EMOZIONI E LA PLATEA”

Innanzitutto voglio ringraziare tutti i presenti alla giornata formativa ( 22 Coach Professionisti) che hanno contribuito al risultato finale.

Ne approfitto per ringraziare la collega Stefania Catellono che ha messo a disposizione la splendida location gratuitamente, concludo i ringraziamenti con A.I.C.P. che oltre a farsi carico di questa iniziativa ha partecipato ufficialmente con la presenza di un Coach facente parte del C.D. che invito ad esprimersi a riguardo.

Risultato Positivo? Non dovrei essere io a dirlo essendo di parte  quindi mi limiterò a dare informazioni su quanto accaduto e fare qualche considerazione per tutti coloro che non hanno potuto essere presente.

I partecipanti, ovvero la “platea”, come sapete era costituita esclusivamente da Coach professionisti, qualcuno potrebbe pensare : Platea Omogenea.

In effetti la tipologia professionale identificata come Coach Professionista era la stessa per tutti i partecipanti, MAA ciò NON significa che avessero tutti le stesse nozioni,competente ed esperienze su come relazionarsi alla platea in maniera efficace e produttiva.

Infatti fra i partecipanti vi erano sia Coach che erano alle prime esperienze come Speaker, sia Coach psicologi con grande esperienza e competenze scientifiche anche sulla materia comunicazione e gestione delle emozioni e sia Coach “formatori/docenti” che si confrontano quasi quotidianamente con una platea.

Essendo cosi varie le competenze e le esperienze dei partecipanti, la giornata è stata improntata sul voler fornire strumenti e informazioni/competenze di base varie in modo da assecondare le aspettative della maggior parte dei presenti, correndo il rischio di “scontentare” qualcuno che si era creato aspettative differenti.

Vi è stata grande partecipazione ed interazione dalla maggioranza dei presenti, gli argomenti sono stati allargati ( aprendo e chiudendo parentesi/ finestre) alle varie richieste durante momenti di confronto e questo ha fatto sì che si toccassero anche temi trasversali rispetto l’argomento principe.

Abbiamo dedicato parecchio tempo sul concetto di AUTENTICITA’ di un Trainer, di come potrebbe diventare controproducente fare dei “copia/incolla” di performance di altri Trainer e di come sono importanti quattro fattori per avere una buona gestione delle proprie emozioni e conseguentemente creare una relazione propositiva con la platea che ci porti verso il successo della performance.

UNICITA’, AUTENTICITA’,PASSIONE E PREPARAZIONE sono elementi fondamentali per essere un Professionista anche quando ci si relaziona con una platea e conseguentemente avere maggiori possibilità di raggiungere i risultati prefissati.

Abbiamo verificato in diretta come è possibile in pochi secondi modificare lo stato relazionale con il pubblico, passando da uno stato propositivo, volutamente( ma inconsapevolmente dal pubblico) ad uno stato di confronto/scontro per poi ritornare in uno stato relazionale positivo e propositivo. Questa esperienza è stata vissuta da diversi partecipanti che hanno interagito con il Trainer.

Di conseguenza abbiamo immediatamente capito quanto è importante si quello che diciamo, come lo diciamo e quello che non diciamo, maa che è altrettanto ( ed in alcuni casi forse più importante) quanto e come siamo in ASCOLTO della platea.

Grande successo è stato ottenuto anche dalla parte esperienziale gradita a tutti i partecipanti, toccare con mano quanto appena sentito dire , verificare come con poche tecniche mentali e/o corporee è possibile trasformare il proprio stato d’animo, essere più sicuri e vivere emozioni più positive di fronte alla platea credo sia stato uno dei punti forti della giornata.

Ritengo poco costruttivo parlare delle belle parole ricevute e degli elogi, preferisco soffermarmi su qualche considerazione costruttiva che è stata fatta durante o post corso, ad esempio : “mi aspettavo un lavoro che fosse maggiormente basato sulla gestione delle emozioni” .

Effettivamente il “titolo” avrebbe potuto lasciare spazio a interpretazioni e aspettative di questo tipo, mentre la locandina e l’abstract indicavano più chiaramente gli argomenti che avremmo trattato durante la giornata formativa.

Le emozioni sono parte integrante della comunicazione, vi immaginate una relazione comunicativa fra persone senza emozioni ? Il titolo voleva richiamare l’attenzione sul fatto che nel momento in cui ci relazioniamo con un interlocutore ( come Coach lo sappiamo molto bene) le emozioni sono parte integrante ed importante della stessa comunicazione, questo accade ancora di più ( se possibile) quando ci dobbiamo relazionare con una platea, in particolar modo se NON siamo abituati e/o preparati a questa esperienza.

Persone che al momento NON hanno competenze o esperienze sul campo, onde poter lavorare con successo sulle emozioni negative che potrebbero vivere di fronte ad una platea ( paura del giudizio, paura di NON essere all’altezza, insicurezza, paura di fare una brutta figura, bisogno di accettazione, bisogno di approvazione, dubbi di non essere sufficientemente preparati, paura di essere contestati ecc.) debbono prima avere la CONSAPEVOLEZZA di avere dentro di sé, gli strumenti e le competenze che gli permettano di superare queste paure in modo da creare CONVINZIONI stimolanti al posto di limitanti.

Ecco perché abbiamo lavorato sia sugli strumenti, sulle tecniche e sulla preparazione in genere oltre che in piccola parte sulla gestione delle emozioni.

Infine è necessario considerare che le emozioni vengono vissute in maniera unica e differente da ognuno di noi, diventa quindi importante onde fare un lavoro in profondità, lavorare con ogni singola persona nel momento in cui vive l’emozione limitante. Ciò avrebbe comportato un lavoro impensabile da poter sviluppare in sole 8 ore.

Sulla base di questa considerazione costruttiva e altre considerazioni emerse durante il seminario, abbiamo deciso date le richieste dei partecipanti, di offrire l’opportunità a tutti coloro che hanno partecipato a questo seminario e ai Coach (che malgrado la loro volontà NON hanno potuto partecipare) di intervenire ad un corso particolarmente impegnativo ed efficace dove la parte teorica sarà circa il 25% mentre la parte pratica sarà il restante 75% .

Stiamo parlando del P.S.P. Public Speakin Professional Edizione Speciale a voi riservata.

Concludo ringraziando ancora chi con la propria presenza ha contribuito al risultato di questa giornata .

Giovanni Magni

One Response to CONSIDERAZIONI “IL COACH, LE EMOZIONI E LA PLATEA”
  1. maurizio del fante 26/10/2014 at 19:49 Rispondi

    Ottima iniziativa Giovanni,
    metodologia molto coinvolgente e buona focalizzazione sulle emozioni, rilevanti in ogni relazione a cominciare da quella di coaching
    Grazie mille
    Maurizio Del Fante


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