Che domanda, molti risponderanno: ogni giorno è un nuovo giorno! Certo, se facciamo qualcosa per renderlo tale.
Se ripetiamo sempre le stesse parole, sempre le stesse azioni, sempre la stessa strada, viviamo nella ZONA DI COMFORT di ciò che sappiamo fare…sarà uguale a ieri.
È la differenza tra vivere per SCOPRIRE nuove realtà, oppure per RIPETERE quella che pensiamo di conoscere.

Basterebbe che ogni giorno ci ponessimo un piccolo obiettivo, per esempio di fare una strada nuova, di usare una parola al posto di un’altra con i colleghi, di ascoltare con più attenzione, di abbandonare sul comodino il cellulare….insomma piccole novità che potrebbero aprire le porte a nuove scoperte.

Quali accorgimenti potrebbero facilitare questo approccio diretto a creare ogni giorno una giornata nuova?

Vediamone alcuni:
– Allenare la consapevolezza
– Usare un po’ di autoironia
– Imparare ad avere un distacco maggiore dalle cose nella fase di valutazione
– Ascoltare in modo più attivo e interessato gli altri
– Arricchire la propria comunicazione di domande
– Creare partnership con gli altri, invece di viverli come antagonisti o pericoli
– Allenare il pensiero positivo

Se chiedessero a ciascuno di noi di ripetere ogni giorno il giorno precedente – un po’ come raccontato nel film Groundhog Day (Ricomincio da capo) con Bill Murray – ci rifiuteremmo di farlo, ci sembrerebbe una sorta di prigione, ci darebbe fastidio perfino l’idea di ripetere all’infinito le stesse esperienze, le stesse strade conosciute etc. Eppure è ciò che facciamo costantemente tutti. E’ esattamente ciò che viviamo ogni giorno. Non male, eh?!

La CONSAPEVOLEZZA è il vero primo passo per fare scelte nuove: non si può cambiare (intenzionalmente) ciò di cui non si è coscienti.

Ultimo spunto di riflessione che vi sottopongo è l’articolo apparso ieri sull’Huffington Post (“Non siamo più capaci di stare 15 minuti da soli con i nostri pensieri”), dove da una ricerca appena effettuata risulta che coloro che sono stati sottoposti all’esperimento (700 persone) hanno trovato estremamente spiacevole stare da soli dai 6 ai 15 minuti in una stanza; il 64% degli uomini e il 15% delle donne hanno dichiarato addirittura di preferire l’elettroshock piuttosto che soli in compagnia dei propri pensieri….
(Fonte: http://www.huffingtonpost.it/2014/07/31/science-studio-incapaci-di-stare-soli_n_5636874.html?utm_hp_ref=la-vita-come)

A ciascuno le proprie conclusioni.
Intanto, buona giornata!

Mario Alberto Catarozzo